Come e quando riprodurre e moltiplicare le piante

Abbiamo deciso di scrivere una serie di post riguardanti i metodi di propagazione delle piante, anche se non è periodo visto che fa ancora freddo e le giornate sono corte.


Nel periodo invernale si ha più tempo per pensare e organizzare le nuove propagazioni, è meglio iniziare per tempo a procurarsi il materiale necessario, substrati, inerti, concimi e l’attrezzatura necessaria, come contenitori, alveoli, seminiere ecc. Ordinare le sementi desiderate e/o selezionare eventuali piante dalle quali  prelevare porzioni ( talee ), nel periodo ottimale.

Ritengo importante spiegare il diverso significato dei vocaboli, moltiplicazione e riproduzione, in agronomia.

Riproduzione delle piante;

Avviene tramite la semina, si ottengono degli individui con un corredo cromosomico dato dall’unione di un padre e una madre (propagazione gamica). E' il modo naturale che le piante utilizzano per propagarsi e diffondersi.
Distribuire semi su un terreno o un substrato di coltivazione è il sistema più semplice per ottenere nuovi individui. Un seme fertile e “sano” germina sempre, quando trova le giuste condizioni di luce, umidità e temperatura. Non è difficile, in ambiente protetto, intervenire per ottimizzare le condizioni prima elencate rendendole specifiche per una data specie vegetale.

Moltiplicazione delle piante

Detta anche propagazione agamica. Si possono usare diversi metodi per ottenere nuove piante. La maggior parte dei modi utilizzati, sfruttano la capacita che “porzioni di pianta” possano produrre, ( sempre nelle condizioni ottimali di luce, umidità ecc) radici avventizie e quindi di dare origine a un nuovo individuo.

Diverse specie di piante già producono organi specifici capaci, una volta staccati dalla pianta madre, di dare origine a una nuova pianta, pensiamo agli stoloni, rizomi, tuberi, bulbilli, ovuli ecc.
I metodi di moltiplicazione principalmente usati sono: talea, propaggine, margotta, divisione, innesto e micropropagazione.
Le piante ottenute sono identiche dal punto di vista cromosomico alla pianta madre.

E' una pratica più laboriosa, delicata e costosa ma in diversi casi è preferibile, in altri addirittura indispensabile, rispetto alla semplice semina.
Alcuni inconvenienti che fanno preferire la moltiplicazione alla riproduzione:
  • Diverse caratteristiche specifiche della frutta coltivata, come la dimensione, il colore, il sapore del frutto ecc non sono trasmissibili attraverso il seme. 
  • Le piante nate da seme prima di poter fiorire devono raggiungere la maturità sessuale, e per alcune di esse questo processo di crescita è molto lungo, pensiamo al glicine: se nato da seme impiega più di vent’anni prima di fiorire.
  • Per alcune specie come il calicanto, si hanno delle difficoltà a ottenere il seme.
  • Per combattere le malattie è importantissimo e fondamentale  l’innesto per la viticoltura europea. Se le varietà di uva europea non fossero state innestate su radici di vite americana, resistente alla fillossera, l’Europa e l’Italia avrebbero perso, a causa del parassita, tutte le piante di uva e quindi l’intera produzione vinicola.

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